Ho lasciato che accadesse

Non lo avevo deciso.
Non sapevo nemmeno perché avevo accettato.
Eppure, in quel momento, mi sembrava tutto perfettamente naturale.

Avevo acceso una candela.
Non perché volessi creare l’atmosfera, ma perché quella luce tremolante mi dava qualcosa da guardare, per non guardare lui.
O me stessa.

Quando è arrivato, mi ha sorriso.
Un sorriso pieno… come se già sapesse qualcosa di me che io non avevo ancora ammesso.
Mi sono seduta sul letto, con le mani incerte. Lui si è avvicinato piano, senza fretta.
Non c’erano frasi preconfezionate, non c’era fretta.
Solo presenza.
Quella vera. Quella che senti addosso anche quando nessuno ti tocca.

Poi c’è stato il primo gesto. Un tocco semplice. Caldo.
Come se le sue dita mi chiedessero “posso?”.
E dentro, qualcosa ha ceduto.

Il tempo ha perso contorno.
Il corpo ha iniziato a parlare per me.
Ho sentito il mio respiro diventare più lento, poi più profondo.
Non cercavo piacere.
Ma l’ho trovato. In modi che non conoscevo.

Mi sono lasciata andare.
Ho lasciato che accadesse.
E mi sono ritrovata lì, nuda anche dentro, ma senza vergogna.
Perché a volte l’intimità non è fare qualcosa.
È permettersi di essere.

Condividi con le tue amiche;

Leave A Comment