Un weekend per me

🔹 Venerdì sera – Il ritrovo

Arrivo al luogo prescelto: un rifugio intimo, lontano dal rumore del mondo.
C’è soltanto una luce soffusa, musica che accarezza l’aria e un leggero profumo che invita al rilassamento.
Sono stanca, ma curiosa. Entro in silenzio, con le aspettative messe da parte.
E quando lui mi accoglie, con quel sorriso che non giudica né promette, sento già che sarà speciale.

Una breve chiacchierata, un tè caldo, e poi il primo incontro con le sue mani: lente, consapevoli.
Un tocco iniziale che sembra chiedermi: “vuoi restare qui?”.
E io, per la prima volta da tempo, rispondo solo con il respiro.

🔹 Sabato – L’esplorazione

La giornata è scandita da momenti piccoli ma profondi.
Respiro, tocco, silenzio.
Arriva un semplice esercizio: sdraiata su un materasso morbido, con un fazzoletto leggero a coprire gli occhi, percepisco tutto attraverso la pelle.
Ogni carezza diventa un suono, ogni sfioramento una parola non detta.

Ci sono pause di sospensione, in cui resto immobile, ascoltando me stessa.
E ci sono tocchi che sembrano dialoghi: mano sul cuore, mano sulla pancia, mani su ogni curva.
Poi, tra una carezza e l’altra, mi sento piangere e ridere nello stesso respiro.
È come se fossi nata proprio lì, in quel momento.

🔹 Domenica mattina – La rinascita

Mi sveglio prima dell’alba.
La luce entra timida dalla finestra, e lì capisco che qualcosa è cambiato.
Lui mi veglia, silenzioso.
Ci affidiamo parole lievi: “Come stai?”, “Mi sento… nuova.”

Un ultimo incontro, dedicato alla conclusione: mani che tracciano un percorso diverso, più dolce, come se stessimo salutando un piccolo rito.
Il corpo non trattiene più nulla.
È un sollievo e una tenerezza insieme.

Quando finisce, non trovo parole.
Solo un abbraccio lungo, uno di quelli che fanno sciogliere la pelle.
Parto diversa.
Risveglio dentro.
Una donna che ha finalmente sentito cosa significa ritrovarsi.

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