Mi sono sentita viva

Testimonianza raccolta da una donna, 42 anni

Non cercavo un massaggio.
Cercavo qualcosa che nemmeno sapevo nominare.
Una scintilla, un risveglio, uno spazio dove potermi abbandonare senza dovermi spiegare.

Quando Francesco ha bussato alla porta, mi sono fermata un attimo prima di aprire.
Mi ero preparata con cura, come si fa con un incontro che conta.
Lenzuola pulite, luci soffuse, un profumo che mi fa sentire donna.
Avevo il cuore in gola, eppure desideravo lasciarmi attraversare.

Ci siamo guardati. Solo quello. Uno sguardo.
E qualcosa in me ha ceduto. In silenzio.

I primi istanti sono stati un lento avvicinarsi.
I suoi gesti avevano un ritmo caldo, naturale.
Non c’era fretta, non c’era freddo.
Solo la sua presenza, il suo respiro vicino al mio, le mani che ascoltavano prima di toccare.
E io, che finalmente non dovevo trattenere nulla.

Ogni centimetro di pelle rispondeva.
Mi scoprivo viva nei dettagli: il fruscio del tessuto, la carezza lungo la schiena, il tocco leggero sulle anche.
Ogni passaggio era come una parola non detta, ma sentita.

Ad un certo punto ho smesso di pensare.
Non sapevo se avevo gli occhi chiusi o aperti, non contavo più il tempo.
Ero lì, tutta. Corpo, desiderio, respiro.
Ho sentito il calore salirmi dentro e sciogliere tutto: nodi, stanchezza, paure.
E poi le lacrime. Calde, dolci. Senza vergogna.

Francesco non ha detto nulla.
Mi ha solo avvolta con le mani, come si fa con qualcosa di sacro.
Mi sono sentita accolta, senza essere invasa.
Desiderata, ma mai posseduta.

Non so come spiegare tutto questo.
So solo che, da quel giorno, qualcosa in me è cambiato.
Mi guardo allo specchio e mi vedo. Ma soprattutto… mi sento.
E quando mi sdraio la sera, sola o in compagnia, porto con me quella memoria sulla pelle:
il piacere di essere viva.

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